Data di pubblicazione: 10 ottobre 2026
Autore: Sara Castiello
Ciao a tutti gli amici ed escursionisti di Praga Viaggi!
Oggi, sabato 10 ottobre, ho approfittato di questa meravigliosa giornata d’inizio autunno per rimettermi in cammino ed esplorare uno degli angoli più affascinanti e ricchi di atmosfera del nostro entroterra ligure: ho percorso il sentiero che collega Toirano a Balestrino.
Camminare tra uliveti secolari, macchia mediterranea e vecchie mulattiere in pietra mi ha fatto riflettere su quanto la Val Varatella e la vicina Val Neva condividano un’eredità storica e paesaggistica straordinaria. È stata l’occasione perfetta per scaldare le gambe in vista del nostro grande appuntamento di sabato prossimo, 17 ottobre 2026: l’escursione sul Sentiero di Ilaria del Carretto!
Scorci e Tesori lungo il Cammino: Toirano
Durante la camminata di oggi ho potuto soffermarmi su alcune gemme storiche e architettoniche di Toirano che meritano un approfondimento:
1. Il Santuario di Santa Lucia
Arrivando lungo il sentiero si scorge il meraviglioso Santuario di Santa Lucia. Anche se è visitabile all’interno soltanto la domenica, già osservandolo dall’esterno lascia a bocca aperta: è un vero e proprio santuario rupestre inconato e scavato nella roccia della grotta superiore. Sviluppatosi nel tardo Medioevo attorno a una cavità naturale da cui sgorga acqua ritenuta devozionale, il santuario comprende il piazzale con due cipressi secolari e la casa dell’Eremita sormontata dal campanile barocco, creando un’atmosfera sacra e senza tempo.
2. I campi di Cavolo Nero e la Tradizione Culinaria
Lungo i terrazzamenti attorno a Toirano ho notato diversi orti con rigogliosi campi di cavolo nero. Questa presenza non è casuale: nella tradizione contadina della Val Varatella e del ponente ligure, l’ortaggio invernale è l’ingrediente principe di zuppe rustiche, minestroni di verdure e torte salate campagnole, spesso accostato ai fagioli bianchi locali o servito su fette di pane casereccio tostato e condito con l’olio nuovo.
3. Le ruote in pietra (Antiche Macine)
Passeggiando nei dintorni e verso il borgo, si incontrano spesso grandi ruote circolari in pietra. Si tratta delle antiche macine dei frantoi e dei mulini ad acqua che un tempo costellavano la valle. La Val Varatella era famosa per la spremitura delle olive da olio e la macinazione dei cereali: queste imponenti pietre frantoiane (molazze) testimoniano l’antica vocazione agricola e l’uso dell’energia idraulica del torrente.
4. La Chiesa Parrocchiale di San Martino e il quadro della Madonna
Nel cuore di Toirano si erge la Chiesa Parrocchiale di San Martino Vescovo. L’interno a tre navate presenta un elemento architettonico peculiare: le otto colonne in pietra di Borgio Verezzi lasciate a vista, con le loro sfumature rosa tipiche della pietra cava locale. Tra le opere d’arte custodite, il punto di riferimento artistico e devozionale più importante è la preziosa pala/dipinto raffigurante la Madonna (tra cui la venerata rappresentazione della Madonna della Neve/del Rosario e le tele d’altare), attorno a cui si stringe la devozione della comunità.
5. La misura antica dei tessuti:
Rappresentano una caratteristica barra metrica storica in ferro battuto affissa su un muro a Toirano (accompagnata dalla targa esplicativa in ceramica).
Significato: Mostra la misura ufficiale stabilita dalla Repubblica di Genova (con legge del 1523 e decreto del 1606) pari a "palmi genovesi" (circa 24,7 cm ciascuno, per una lunghezza totale rapportata ai panni e ai tessuti), che veniva apposta nei comuni dello Stato affinché commercianti e cittadini potessero verificare l’esattezza delle misure delle stoffe in vendita.
6. La Certosa di Toirano
Alzando lo sguardo lungo la vallata si notano i suggestivi resti arroccati dell’antica Certosa di Toirano (dedicata a San Pietro in Vincoli). Fondata inizialmente dai monaci benedettini e passata nel 1425 ai certosini, la Certosa domina la valle con la sua struttura monumentale, il chiostro e la loggetta rinascimentale dalle colonne marmoree. Nonostante le soppressioni napoleoniche, la sua silhouette svettante sulla roccia continua a dare un’impronta solenne a tutto il paesaggio.
7. I caruggi con gli archi rampanti
Luogo: Uno scorcio tipico dei caruggi storici di Toirano (o del borgo antico), caratterizzato da una stretta via fiancheggiata da edifici colorati collegati tra loro da una serie di archi rampanti in pietra. Questi archi, oltre a unire le case, avevano un’importante funzione statica e antisismica per sostenere le pareti dei palazzi lungo i vicoli stretti.
Una tappa golosa: Il Dolce Castello
Prima di mettermi in cammino (o per recuperare le energie a fine tappa!), a Balestrino c’è una pasticceria che vi sorprenderà: Il Dolce Castello. Devo essere sincera: le focacce sono leggermente secche, ma le loro brioche sono veramente super! Una colazione o una merenda lì, magari accompagnata da un bel caffè con vista sul borgo antico, rende l’escursione ancora più piacevole.
La storia di Balestrino: dal fasto feudale al “Borgo Fantasma”
La storia di Balestrino è una delle più avvincenti e drammatiche della Liguria di ponente.
Osservando il profilo del borgo vecchio di Balestrino che si staglia sulla vallata, non si può fare a meno di cogliere i profondi punti di contatto e le somiglianze che uniscono luoghi come Balestrino, Zuccarello e Castelvecchio di Rocca Barbena:
L’impronta nobiliare dei Del Carretto: Tutti e tre i borghi portano impressa l’architettura fortificata e lo stile dei Marchesi Del Carretto, che per secoli hanno dominato questi valichi strategici tra l’entroterra albenganese e il Piemonte.
I castelli e le rocce dominanti: Così come il maestoso Castello Del Carretto domina la collina di Balestrino, il castello di Zuccarello e la rocca fortificata di Castelvecchio sovrastano le case in pietra, creando scorci cartolina dove l’architettura umana sembra fondersi con la roccia.
I vicoli, gli archi e i ciottoli: Passeggiare nei caruggi di questi borghi medievali significa perdersi tra sottoportici, archi di collegamento antisismici e viuzze lastricate che raccontano storie di vita contadina, mercanti e antichi dazi.
La Storia di Balestrino, la Chiesa Nuova e il Pulpito dei Del Carretto
In epoca medievale, il feudo nacque attorno all’abbazia benedettina di San Pietro dei Monti e passò successivamente sotto il controllo della potente famiglia dei Del Carretto. Nel corso dei secoli, Balestrino fu teatro di importanti avvenimenti storici, dalle accese rivolte contadine contro la pressione fiscale dei nobili nel Cinquecento, alle battaglie dell’epoca napoleonica alla fine del Settecento.
La vera particolarità di Balestrino risiede però nella sua storia recente. A causa del terreno instabile e dei frequenti smottamenti idrogeologici che minacciavano le abitazioni, nel 1963 l’antico centro fu dichiarato inagibile. Gli abitanti dovettero abbandonare le proprie case per trasferirsi poco più a valle, lasciando il borgo vecchio completamente disabitato.
Da allora, Balestrino è diventato uno dei "borghi fantasma" più celebri e suggestivi d’Italia, uno scrigno fermo nel tempo dove la natura ha iniziato riprendersi i suoi spazi. Il suo fascino spettrale e fiabesco è stato perfino scelto nel 2008 come set cinematografico per il kolossal fantasy hollywoodiano Inkheart - La leggenda del cuore d’inchiostro.
La Chiesa Nuova di Sant’Andrea e il Pulpito Settecentesco
Nella Balestrino moderna, costruita tra il 1956 e il 1960, sorge la Nuova Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea. L’edificio, dall’architettura contemporanea, racchiude al suo interno la memoria storica e artistica del vecchio borgo: vi sono stati infatti trasferiti gli arredi sacri più preziosi della vecchia parrocchiale abbandonata.
L’elemento di maggior pregio e rilevanza artistica è il magnifico pulpito marmoreo settecentesco, riccamente intarsiato in marmi policromi e decorato con gli stemmi nobiliari dei Marchesi Del Carretto. Un vero capolavoro che connette la Balestrino di oggi con il suo nobile passato feudale.
L’abbeveratoio storico:
Luogo: Si tratta di un antico abbeveratoio pubblico in pietra situato nel territorio (con la caratteristica targa in legno intagliata che recita: "Tornato alla sua antica mansione / abbever[a] / omini e cavalli"). Testimonia la cura e il recupero delle vecchie strutture rurali utilizzate un tempo dai viandanti, dai contadini e dai loro animali da soma.
Prossima tappa: Sabato 17 Ottobre – Trekking di Ilaria del Carretto
Se il trekking di oggi mi ha regalato grandi emozioni, il viaggio della prossima settimana sarà ancora più speciale!
Sabato 17 ottobre 2026 cammineremo lungo il celebre Sentiero di Ilaria del Carretto, ripercorrendo l’antica mulattiera che collega Zuccarello a Castelvecchio di Rocca Barbena. Un itinerario immerso nei colori autunnali, dedicato alla memoria della giovane nobildonna nata proprio a Zuccarello alla fine del Trecento e resa immortale dal meraviglioso monumento funebre del Jacopo della Quercia nel Duomo di Lucca.
Non vediamo l’ora di camminare insieme a voi!
— Sara